mercoledì 27 gennaio 2016

Risvegli notturni nel primo anno di vita


Un bambino appena nato dormirà come minimo 16 ore al giorno.  Il ritmo sonno-veglia però non è scandito da un orologio interno che gli permette di distinguere il giorno dalla notte. Ciò che scandirà la giornata di un neonato sarà la presenza di un “fastidio” che si presenterà ogni due-quattro ore… ovvero la fame! Solitamente dopo il terzo mese la necessità di nutrirsi anche di notte inizia a diminuire pertanto il riposo notturno potrebbe arrivare anche a sei ore di fila. Solo tra il settimo e il dodicesimo mese i cicli del sonno iniziano a maturare e il piccolo dovrebbe dormire per lunghi periodi. Chiaramente, come sempre ribadito ad ogni articolo, si sta parlando di schemi teorici per cui  ci possono essere bambini che già dopo un mese dormono 6 ore di fila la notte, mentre altri che arrivano a 12 mesi senza avere mai fatto più di 4-6 ore per notte. Ma quali sono i motivi per cui un bambino si sveglia la notte? Vediamone alcuni.
1) Problemi di salute: febbre, tosse, indigestione, dentizione sono tutti elementi che possono interferire con il normale riposo notturno;
2) Picchi di crescita:  intorno ai 10 giorni, 1 mese, 3 mesi e 6 mesi la maggior parte dei bambini va incontro ai cosiddetti “picchi di crescita”. In queste fasi c’è un’accelerazione della crescita con aumento della massa corporea per cui il bambino potrebbe risultare più irrequieto e affamato. In genere nel giro di 2-3 giorni il bambino ritrova il suo ritmo;
3) Nuove conquiste: quando un bambino raggiunge un nuovo traguardo di tipo fisico(gattona, si mette seduto da solo, cammina ecc) potrebbe svegliarsi per mettere in pratica, anche nel cuore della notte, le sue nuove conquiste;
4) Ambiente troppo caldo: la cameretta in cui dorme il bambino dovrebbe avere una temperatura  che non superi i 20 gradi. In questo caso non sarà necessario coprirlo troppo.
E una volta sveglio? Cercate di capire se ha bisogno di essere cambiato o se qualcosa lo disturba. Nel caso in cui il risveglio sia dovuto alla fame, allattatelo (al seno o con il biberon) cercando di tenere luci soffuse e interagendo il meno possibile con il piccolo. Appena finito di mangiare, prima di addormentarsi completamente in braccio, mettetelo giù e attendete che si addormenti sul proprio lettino. Quando i risvegli si verificano nei mesi successivi e non sono dettati dalla fame l’atteggiamento più opportuno è quello di consolare il piccolo, prenderlo in braccio in caso di pianto disperato ma rimetterlo giù accarezzandolo e canticchiando una ninna nanna. Lasciare che impari da solo ad addormentarsi, grazie all’utilizzo del ciuccio o all’oggetto a cui è affezionato, permetterà al piccolo di gestire futuri risvegli in maniera autonoma riducendo l’intervento dei genitori.
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by https://educatricepreneonatale.wordpress.com/2013/10/11/risvegli-notturni-nel-primo-anno-di-vita/

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