venerdì 29 gennaio 2016

Il dramma di una interruzione terapeutica di gravidanza

Rimasi incinta a 40 anni di un meraviglioso bimbo, ma poco tempo dopo i medici mi dissero che aveva una displasia scheletrica che lo avrebbe fatto nascere paralizzato dal collo in giù. Decidemmo per l'interruzione terapeutica di gravidanza. Furono giorni molto difficili. Dopo due anni è nato, quattro mesi fa, il mio Gabriel. Ho avuto paura per tutti e nove i mesi della gravidanza. Lui ha portato l'amore dentro un cuore distrutto. Il mio angelo invece è in un angolino di cielo dove può correre forte con le sue gambine.



Io e mio marito eravamo così felici mentre attendevamo il nostro Gabriel. Avendo io quasi 40 anni, avevo fatto villocentesi e tutti i controlli possibili per escludere qualsiasi problema.

Verificammo ed era tutto a posto! Quindi al via i nostri progetti... La realizzazione dei nostri sogni dopo aver avuto un aborto interno alla decima settimana 6 mesi prima! Poi il dramma: durante l'ecografia morfologica il medico mi disse che il mio bimbo era malato, tanto malato...

Di una displasia scheletrica che lo avrebbe fatto nascere, se mai fosse arrivato al termine, paralizzato dal collo in giù... Non dimenticherò mai il momento esatto in cui sentii quelle parole. Decidemmo per l'interruzione terapeutica.

Una specie di carneficina per una donna: dovetti partorire... Un parto indotto. Ci fu un momento esatto in cui il suo cuore batteva e poi, dopo la stimolazione, iniziò a non battere più. Io lo sentii quel momento... Mi sembrava di ascoltare la sua voce che mi diceva: "Mamma..."

Perché? Il mio cuore batteva... Mi sentii morire. Dopo aver partorito avvolsero il mio angelo in un lenzuolo e lo portarono via per analizzare come aveva potuto prendere una malattia così rara. Auto mutazione... Casuale.

Un caso ogni 3 milioni. Ero nella sala parto dove altre 3 donne mettevano al mondo i loro bambini. Vivi. Sentivo le loro grida, mentre io piangevo in silenzio. Avevo anche io dolori atroci.

Ma dovevo mettere al mondo un bimbo malato. E morto.

Dopo due anni è nato, quattro mesi fa, il mio Gabriel. Ho avuto paura per tutti e nove i mesi della gravidanza. Lui ha portato l'amore dentro un cuore distrutto. Lui è meraviglioso.

Gabriel significa "dono di dio"...

Il mio angelo invece è in un angolino di cielo dove può correre forte con le sue gambine. Cosa che non avrebbe potuto fare qui sulla terra perché le sue gambine erano malate.

di Tiziana 

(storia arrivata alla email della redazione) 

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