martedì 26 gennaio 2016

Gravidanza, quando ti senti un po' giù .. depressione o no?

Si parla sempre di depressione post-partum o di baby blues che può colpire le donne dopo la nascita del bebè, ma quasi mai si parla di forme depressive che possono capitare nel corso dei nove mesi

Eppure tante donne riferiscono di sentirsi giù proprio durante l’attesa. I consigli dell'esperta Angela Bisceglia


Quali sono i segnali che ci devono indurre a sospettare una depressione durante i nove mesi di gestazione e come comportarsi? Ne parliamo con Roberta Anniverno, responsabile del Centro Psiche Donna presso l’Ospedale Macedonio Melloni (Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli) di Milano.
Innanzitutto non bisogna pensare di essere depresse per il solo fatto di sentirsi un po’ giù:nel corso dei nove mesi si verificano notevoli cambiamenti di carattere fisico, mentale e pratico che possono scombussolare la futura mamma, specie se si tratta della prima esperienza e non si sa quel che ci attende.

In soli nove mesi cambiano tante cose: si modifica il corposi passa dall’identità di figlia a quella di madrecambia la relazione di coppiama anche le relazioni sociali e la vita lavorativa vengono inevitabilmente influenzate. Ecco che allora la donna può sentirsi attraversata da sentimenti contrastanti, di timore, ansia, inadeguatezza ed incertezza su quel che succederà.
Soprattutto nelle prime settimane, inoltre, ci può essere una difficoltà di ordine psicologico nel prendere confidenza con la propria nuova condizione, in particolar modo se si tratta di una gravidanza non programmata e non desiderata. Ma si tratta di una condizione temporanea e saltuaria, ben diversa dalla depressione vera e propria, che ha una connotazione psico-patologica ed è caratterizzata da sintomi ben precisi.
Indubbiamente la depressione si manifesta con maggiore frequenza nel post parto, quando si verifica una caduta estro-progestinica che influenza lo stato d’animo, ma anche le variazioni ormonali dei nove mesi possono influire sugli sbalzi d’umore. Per arrivare alla depressione però entrano in gioco diversi fattori, prima di tutto una sorta di predisposizione individuale, giacché ad essere più vulnerabili sono le donne che hanno già sofferto prima della gravidanza di problematiche simili.
RICONOSCERE LA DEPRESSIONE. La depressione è caratterizzata da alcuni sintomi specifici e persistenti:
  • un abbattimento dell’umore costante e protratto nel tempo, che provoca pensieri pessimistici, negativi, di preoccupazione, che diventano amplificati e coinvolgono sia il proprio stato di salute attuale che la progettualità della vita futura con il bebè;
  • difficoltà di sonno;
  • disturbi dell’appetito;
  • stato di ansia che aumenta progressivamente col trascorrere dei mesi;
  • senso di apatia e fatica a portare avanti le attività quotidiane.
A volte però è difficile riuscire a fare una corretta valutazione perché i sintomi non sono così definiti e possono essere confusi con manifestazioni fisiologiche in gravidanza (la mancanza di appetito può essere causata da nausee, l’insonnia può essere provocata dall’ingombro del pancione o dall’esigenza andare in bagno durante la notte).
COME SI CURA LA DEPRESSIONE. In presenza di stati d’animo negativi che perdurano nei giorni e nelle settimane, è importante in primo luogo parlarne con chi ci sta intorno, in primis con il proprio compagno (che ha un ruolo di supporto fondamentale per la donna!), e poi rivolgersi a un medico di fiducia, che può essere il medico di famiglia, il ginecologo o semplicemente l’ostetrica che ci segue al corso preparto con la quale abbiamo instaurato un rapporto di confidenza.
Sono figure di riferimento facili da reperire, che possono darci una mano a capire quel che ci sta succedendo e, se lo ritengono opportuno, consigliarci un centro specializzato.
Se di depressione si tratta, si tenga presente che non può essere trattata con metodi palliativi, ma deve essere curata, con una psicoterapia, se è di grado lieve o moderato, o con l’impiego di farmaci, se di livello più serio.
In ogni caso è bene non trascurarla, sia perché non ci permette di vivere con la dovuta serenità i nove mesi, sia perché si rischia di trascinarla nel post parto, dando origine a forme depressive più serie.

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