mercoledì 28 ottobre 2015

10 regole SCIENTIFICAMENTE PROVATE per crescere un bambino felice

Lasciatelo giocare il più possibile, lodate il suo impegno, create ricordi felici e quando è triste aiutatelo ad accettare l'emozione negativa. E non dimenticate di coltivare anche la vostra felicità: un bambino che ha un genitore insoddisfatto, difficilmente sarà un bambino felice. Ecco alcune delle 10 regole, tratte da studi scientifici, per crescere bambini felici secondo il sito americano bubble.com



ASSICURATEVI CHE ABBIA TEMPO PER GIOCARE. I bambini di oggi, tra scuola e attività extrascolastiche, hanno sempre meno tempo per dedicarsi al gioco libero. E questa mancanza si riversa sul loro sviluppo emozionale e può portare stati d'ansia, depressione, problemi di autocontrollo e di attenzione.

“Con la vostra educazione e il vostro insegnamento non dovete disturbare la sua crescita. Potete educare e insegnare solo affiancando le necessità della crescita stessa” (Rudolf Steiner)
1. Osservalo e ascoltalo
Gli occhi sono lo specchio dell’anima e guardare il bambino evitando la superficialità gli permette di sentirsi amato, accolto, di sentire che lui esiste e che esiste per l’amore di mamma e papà, il vero motore e l’alimento che lui desidera ancor prima del cibo. Quindi:
  • guardalo negli occhi quando ti rivolgi a lui.
  • abbassati alla sua altezza ogni volta che ti è possibile quando vuoi comunicargli qualcosa.
  • Chiedigli spesso come si sente: si sentirà ascoltato e imparerà a sua volta a osservare i suoi sentimenti e le sue emozioni.
  • Quando rientra da scuola o dalla scuola materna, per esempio, evita di chiedergli “Come è andata?” (lui si proietta nel fare e nella performance) e chiedigli piuttosto “Come ti senti? Come sei stato stamattina a scuola?” (si sente messo al primo posto e sente che per mamma e papà è importante innanzitutto lui come individuo e non per quello che fa)
2. Ricordati sempre che non è un adulto
Quante volte abbiamo sentito “Fai l’ometto”, “Non piangere che sei grande!” rivolto a bimbi di tre-quattro anni? Davvero a quell’età sono così grandi? Non lo crediamo. È importante che i bambini possano vivere pienamente l’infanzia: giocare, giocare, giocare, essere amati, serviti, aiutati, coccolati, sostenuti.
Se non lo facciamo, alimentiamo in loro una grande lacuna che andranno a ricercare negli anni successivi quando invece dovrebbero iniziare a manifestarsi. Quanti adulti conosciamo non autonomi affettivamente che riempiono i vuoti affettivi con il cibo, il fumo, che hanno bisogno di sentirsi continuamente riconosciuti dall’esterno?
Come applicare in pratica questo consiglio? Ecco due consigli importanti.

  • Evita l’imposizione “forzata” delle regole: il bambino impara con l’esempio e attraverso l’imitazione. La regola imposta lo proietta precocemente in una modalità adulta non adatta alla sua età. Per esempio, se vuoi che alla fine di tutti i pasti si lavi i denti, evita la ramanzina e prendilo per mano, andate insieme in bagno e inizia a lavarteli, tu dandogli la possibilità con il tempo di osservarti e di imitarti.
  • Se desideri che impari o che collabori coinvolgilo sempre attraverso il gioco. Per esempio, le pulizie della cameretta possono diventare il gioco dei pirati che puliscono la nave e quindi ci sarai tu che sei il capitano, poi ci saranno il mozzo, ecc. Vedrai che il giorno seguente ti chiederà: “quando puliamo di nuovo la stanza, mamma?”

3. Fai in modo che viva un ritmo quotidiano armonico

Per il bambino sono fondamentali la routine e i piccoli riti quotidiani perché gli danno sicurezza, lo orientano anche quando non ha ancora la nozione del tempo, gli danno un senso di confine entro il quale può muoversi serenamente. Per ottenere questa armonia puoi:

  • Rendere gli orari della giornata il più possibile simili di giorno in giorno;
  • Evitare di cambiare i posti a tavola o di mangiare una volta a tavola, poi ogni tanto sul divano, ecc.
  • Creare un rito della buonanotte e un rito del buongiorno che accompagnino tuo figlio dolcemente al sonno o alla ripresa della giornata.
  • Evitare giochi troppo movimentati la sera a favore di silenzio, luci soffuse e letture o giochi tranquilli che non lo carichino energeticamente ma favoriscano la calma e il passaggio al sonno.

4. Fai di tutto per essere tu stessa serena e felice

Il bambino impara per imitazione e assorbe tutto dall’ambiente senza possibilità di filtro. Avere un buon esempio da seguire evita di dover spendere tempo e fatica con un metodo educativo da vecchi tempi fatto di imposizioni, ripetizioni, premi e punizioni.
Prenditi degli spazi tutti tuoi per ricaricarti con le cose che ti piace fare: anche noi abbiamo un bambino interiore che chiede le sue attenzioni.
Se li hai, risolvi i tuoi conflitti con il passato e i rancori che hai verso gli altri e verso te stesso: molto spesso quando ci arrabbiamo con i nostri figli, la vera motivazione si nasconde dietro una nostra frustrazione e non in quello che possono aver fatto loro.

5. Impedisci che perda la naturale fiducia in sé

Il bambino nasce con un’estrema fiducia nella vita e nelle sue possibilità, soltanto che a volte inconsapevolmente l’adulto mina dalle fondamenta questa sicurezza, per esempio quando lo paragoniamo ad altri (il bambino crede che preferiamo altri a lui e inizia a perdere fiducia).
Ecco gli aspetti fondamentali da conoscere per preservare la fiducia di tuo figlio:

  • I paragoni lo demoralizzano e lo fanno sentire inadeguato: ogni bambino è unico con i suoi talenti e le sue debolezze. Dirgli di guardare chi crediamo abbia fatto meglio di lui o sia più bravo di lui non fa altro che scoraggiarlo e non porta a nulla.
  • Il giudizio lo sminuisce: lui è perfetto così com’è. Se ha “sbagliato” in qualcosa molto probabilmente è perché gli mancava qualche informazione a riguardo, o perché non lo ha fatto apposta o perché era stanco o forse distratto.
  • Sii abbondante nel comunicargli quanto lo ami, quanto gli vuoi bene e quanto lui sia meraviglioso sempre.
  • Tuo figlio agisce sempre per un motivo preciso: evita di dirgli “bravo” quando fa qualcosa che ti piace e evita le “facce brutte” o i rimproveri quando fa qualcosa che secondo te non deve fare: lui ha sempre una motivazione per agire in un certo modo e il rischio è che si convinca che per avere la tua protezione e il tuo amore lui debba fare solo le cose che piacciono a te, allontanandosi dalla sua natura e dai suoi sentimenti.

6. Mantieni alta la sua autostima innata

Accettare i bambini e i ragazzi per quello che sono è il principio d’oro per farli sentire sempre sicuri di sé, forti e capaci. Lascialo sperimentare e imparare attraverso il gioco, evitando di stargli troppo addosso con spiegazioni razionali sul perché delle cose.
Per esempio, se tuo figlio vuole toccare la pentola sul fuoco e tu non vuoi perché temi possa scottarsi, è inutile che glielo dici e glielo spieghi, magari abbozzando anche una teoria sul calore. Se sente l’impeto di farlo cercherà comunque di soddisfarlo.
E allora cosa puoi fare? Lascialo sperimentare (che non vuol dire andartene dalla cucina e lasciare che si ustioni). Puoi dirgli con amore che può toccare la pentola ma con attenzione perché brucia (mentre si sta scaldando sul fuoco e non scotta ancora).
Sarà lui ad attivare le sue risorse difensive, a sentire in anticipo il calore e ad andarci con calma, ma intanto sarà riuscito a provarci, a rispondere a una sua curiosità e a verificarla nella pratica. In questo modo difficilmente i bambini tornano a sfidarci o si fanno del male.
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7. Evita la miccia che accende i “capricci”

Il capriccio è sempre l’espressione di un bisogno del bambino che non è stato accolto. Prima di arrabbiarti e porti sul suo stesso piano chiediti che cosa ti è sfuggito, che cosa lui ti sta comunicando, che cosa puoi aver sbagliato nell’interagire con lui. Questo vale non solo per i bambini più piccoli ma anche e sempre per gli adolescenti.
Sii il più possibile neutrale e invece di arrabbiarti prova a chiederti: “Perché si sta comportando così? Se fossi io al suo posto vorrei davanti qualcuno che si arrabbia e non mi capisce o vorrei essere compreso e accolto?”

8. Dedicagli tempo di qualità

Meglio due ore trascorse con i nostri figli nella completa presenza e nella dedizione totale che tutta una giornata insieme nella noia e nella frustrazione.Puoi iniziare prendendoti un’ora in cui senti di poter stare a sua disposizione e senza pensare ad altro stai semplicemente con lui, asseconda i suoi giochi, ascoltalo, divertilo.
Se hai cose da fare e anche lui di cui occuparti, fai il possibile per coinvolgerlo in modo divertente.
Non dargli modo di pensare che il carico della lavatrice o la cena da preparare siano più importanti di lui: parlagli mentre prepari, o coinvolgilo, facendolo sempre sentire al primo posto.

9. Sii autorevole e non autoritario

A te piacciono le imposizioni e gli obblighi restrittivi? Anche a tuo figlio non piacciono un granché.
L’autoritarietà porta a sentire il bisogno di ribellarsi e di trasgredire, mentre l’autorevolezza si lascia percepire come guida, sostegno e comprensione alimentando il senso di fiducia:

  • chiedi a tuo figlio le motivazioni del suo comportamento, dagli un buon esempio, se è già un ragazzo puoi spiegargli il perché delle cose (magari aiutandoti con degli esempi tratti dalla vita quotidiana).
  • Comportati tu stessa in maniera impeccabile così da essere per lui un buon esempio
  • Ascoltalo, accoglilo e comprendilo in modo che ti stimi: la stima verso il genitore è il vero strumento per essere una guida efficace. Non serve altro per farsi ascoltare.
  • In caso di disagi emotivi l’accoglienza e il “mettersi” dalla sua parte sono fondamentali per fargli sentire di essere sostenuto e di potersi esprimere liberamente.

10. Fai attenzione alle sue paure

Che sia bambino o adolescente, non ha ancora la maturità interiore per affrontare in autonomia ciò che lo spaventa. Ridicolizzarlo o prenderlo in giro quando è preoccupato per qualcosa o ha paura non aiuta il bambino a trascendere i suoi timori. Fai in modo che nell’ambiente attorno a lui nessuno lo ridicolizzi.
Puoi sostituire il classico “Ma dai, cosa vuoi che sia!” con il “Ti capisco, come mai ti fa così paura? Cosa senti? Come posso aiutarti?
E infine, risolvi tu per lui le sue paure facendogli vedere come si fa attraverso il tuo esempio di neutralità, lucidità e sicurezza: avrà molta fiducia e stima nei tuoi confronti e avrà gli strumenti per completare la sua maturità affettiva così da essere autonomo una volta adulto.
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Che cosa può rendere inefficaci questi suggerimenti? Solo una cosa: dimenticarteli o lasciare che l’iniziale difficoltà nell’abituarti ad applicarli abbia il sopravvento sulla tua forza di volontà nei primi tempi.
Sono principi che rispettano totalmente la natura del bambino e del ragazzo e i loro veri bisogni nelle fasi di crescita. Sono gli stessi che abbiamo utilizzato in un centro residenziale per bambini in affido famigliare per cinque anni, ottenendo ottimi risultati, così come durante il supporto a molti genitori in difficoltà con la gestione quotidiana dei loro cuccioli.

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