mercoledì 8 luglio 2015

Quando allattare diventa troppo faticoso ... Storia di una Mamma: E dostinex sarà?....la mia crisi....

PS . il dostinex per chi non lo sa serve per interrompere l'allattamento ...
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E dostinex sarà?....la mia crisi....
Insomma, non so neppure spiegare bene come mi sento.
Questa volta pensavo di averla scampata, invece sembrerebbe di no
Brutta questa morsa al cuore, all'anima.
Ieri sono andata dalla pediatra, lo Svedese sta bene, cresce in modo armonico, nessun parametro di cui preoccuparsi.
Ma io?
Entro nello studio di quella che per me è una Grande Pediatra e lei mi dice, come sempre, "Come stai?"
Mi sono messa a piangere
Mi ha fatto sedere e mi ha detto che quando sono entrata l'ho spaventata, che in più di 4 anni che mi conosce non mi ha mai vista così: cupa, spenta, trascurata ( mai stata una fashion victim ma ora rasento la sciatteria ).
Mi ha detto "Ti va di parlare?"
E mi sono uscite dalla bocca parole che non sapevo neppure di avere dentro.

Sono tanto stanca.
Sono triste perchè mi sembra che questo figlio che ho tanto desiderato abbia spezzato l'equilibrio della mia famiglia e io non riesco a ricostruirlo
Mi sento sola perchè il neonato è affare mio ( poco aiuto dal marito, concretizzatosi soprattutto nelle ultime settimane quando deve avere avvertito che sto scivolando )....sembrava migliorare, invece è sempre attaccato al seno, soprattutto la notte, non ho un attimo di pace, di respiro. In certi momenti il suo pianto mi trapana il cervello ( la verità è che è stata questa brutta sensazione a spingermi dalla pediatra....ho avuto paura di potergli fare del male ).
Quasi non esco di casa ( la spesa, andare dai suoceri e stop ).
Pochi inviti a casa.
L'avevo vissuta col primo figlio la depressione post partum, era arrivata subito complice il fallimento dell'allattamento.
Stavolta le prime settimane erano state di euforia: nutrire mio figlio, che successo!
Dimostrare a me stessa che riuscivo a farlo, il plauso di tutti quelli intorno a me....seeeeee, solo che poi te la devi grattare da sola!
E io non ce la faccio più.
Il quattrenne che guardo a distanza perchè ho sempre lo Svedese in braccio
Il mio nervosismo.
E quello di mio marito, che non sopporto.
Che prenderei a calci nel chiulo perchè sono dovuta cadere prima di vedere una mano tesa, perchè grida sempre con il nano grande ( ... gridi!! È un bambinooooooooo!!!!! Da grande ricorderà solo le urla, fidati c@glione! ), perchè non capisce che ci è dentro anche lui fino al collo: siamo una famiglia!
E poi non mi sopporto fisicamente: 15 kg di troppo, l'armadio pieno dei miei vestiti che non posso mettere, i capelli stopposi e pochi ( ho chiazze di alopecia! ).
La faccio breve.
La mia amica pediatra si è alzata e mi ha abbracciata "Riprenditi te stessa. Ho fiducia in te, sei una madre bravissima e una donna meravigliosa. L'allattamento deve essere una gioia, non è un dovere e nessuno ti darà una medaglia. Non devi soffrire. In questo momento sono triste e preoccupata per te, non ti vedo sorridere ed essere felice. Ora stai nutrendo tuo figlio, e basta. Secondo me è poco rispetto a quello che puoi dargli, la tua gioia. Tra pochissimo tuo figlio comincerà a staccarsi da te per andare a conquistare il mondo: regalagli una madre più serena...
Sei stata e sei una madre meravigliosa per Rosario, eppure non lo hai allattato.....pensi di essere una madre migliore per Antonio perchè lo stai allattando? Per quanto vedo io, no....sei cupa e chiusa. Comprendi ciò che ti dico, so di dirti cose forti....ti vedo imbruttita, e non sto parlando dei capelli."
Mi ha scosso.
E mi è servito.
Ieri sera ho riguardato le foto di quando Rosario aveva 3/4 mesi, sorridevo.
Antonio è un bimbo spettacolare, clamorosamente bello e merita il meglio di me.
La mia famiglia merita il meglio di me.
Ora esco, guardo i latti artificiali, le composizioni, i prezzi.
Poi deciderò, so solo che voglio stare meglio, voglio stare bene.
Eh, sì.....Giovanna, alla riscossa!!!!
Giov.
Ce la faremo.
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Ecco mamme, ce la faremo ... guardandoci bene dentro e cercando di capire le nostre vere esigenze!
abbraccio grande grande, Raffa

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