sabato 25 luglio 2015

Corso pre-parto anche per i papà

Sono sempre più numerosi i padri che partecipano con la compagna ai corsi di preparazione alla nascita, organizzati da reparti di maternità, consultori e associazioni che operano nel campo della genitorialità, in varie città italiane.



 Un’esperienza che non soltanto offre loro informazioni importanti sullo svolgimento del travaglio e del parto, insieme alla possibilità di condividere con la compagna un momento così importante, ma li avvicina al mondo del bambino facilitando anche la comunicazione emotiva con lui.

“Una difficoltà comune a diversi papà riguarda l’aspetto emozionale dell’esperienza di attesa e nascita di un figlio”, considera Marco Lodi, psicologo di formazione psicoanalitica che opera presso il Consultorio Familiare e il dipartimento ospedaliero di Ostetricia e Ginecologia e di Terapia Intensiva Neonatale di Mantova. “Alcuni futuri padri si sentono a disagio, provano un certo imbarazzo, quando devono parlare di emozioni o esprimere le proprie sensazioni. E questo è un problema: il papà condividerà con la mamma le mansioni di cura (come cullare il bimbo, fargli il bagnetto, nutrirlo), ma la distanza emotiva non favorisce l’accudimento e la relazione col bebè. Il neonato, infatti, percepisce chiaramente lo stato emotivo di chi entra in contatto con lui, tramite il tatto, lo sguardo, la voce. I bimbi appena nati sono particolarmente sensibili: dopo aver trascorso nove mesi nel pancione in continua relazione con i diversi stati d’animo della madre, avvertono l’eventuale ansietà di chi li accudisce. La tensione emotiva viene loro comunicata dalla stessa postura e dai movimenti di chi li tiene in braccio. Nella relazione con il neonato le emozioni sono fondamentali”.

In questo senso, il periodo dell’attesa, e anche la partecipazione a un corso preparto, possono essere, per l’uomo, un’ottima “palestra” per allenarsi a verbalizzare ciò che prova. 
“Ma l’aiuto della mamma è fondamentale”, sottolinea Marco Lodi, “è lei la ‘via’ attraverso cui il padre entra in relazione con il bambino ed è lei che può invitare il partner a esprimere le proprie emozioni. Dopo la nascita, il padre non ha gli strumenti per sintonizzarsi con il neonato. Strumenti che invece la donna ha sviluppato nel corso dei nove mesi grazie all’intenso legame fisico ed emotivo con il bimbo e ai meccanismi propri dell’attesa (come ad esempio le fantasie sul bambino). D’altra parte, va anche ricordato che è la prima volta nella storia dell’umanità che gli uomini vengono investiti di un ruolo da protagonisti nella cura dei figli: dovranno trascorrere intere generazioni perché diventino ‘capaci emotivamente’, non solo nella pratica, di vivere l’esperienza dell’accudimento”.

Gli studi di settore contribuiscono a dimostrare con sempre maggiore chiarezza come anche l'uomo, al pari della donna, viva il periodo della gravidanza e della nascita di un figlio come un’esperienza emotivamente toccante e intensa, capace di lasciare profonde tracce. Ancora oggi, però, i nuovi padri incontrano spesso difficoltà a individuare il contesto e le condizioni favorevoli in cui far emergere i propri vissuti, comprenderli meglio, in uno spazio di confronto con altri papà che siano nella medesima situazione. La nostra società e la nostra cultura spesso non offro contesti dove i padri possano scambiarsi pensieri e opinioni. Per tali ragioni, si è sta pensando di realizzare un’occasione di incontro specificatamente pensata per i soli padri, in cui, grazie alla coordinazione di due psicologi, i futuri genitori possano consegnare al dialogo di gruppo parti del loro vissuto interiore e allo stesso tempo portare a casa un arricchimento personale.
I conduttori guideranno e accompagneranno i partecipanti all’interno di un “percorso ideale”, ripercorrendo la strada che va dalla scoperta di essere padri al periodo successivo al parto. Non si tratterà comunque di gruppi psicoterapeutici e nemmeno di mere lezioni teoriche tenute da esperti: le tematiche portate dagli psicologi saranno fonte di stimolo e mirate ad attivare la “mente di gruppo”, luogo in cui i nuovi padri saranno chiamati a partecipare attivamente all’esperienza, a costruire nuovi saperi e a promuovere un ascolto sincero del proprio mondo interiore. Sarà premura degli psicologi andare a colmare i vuoti di conoscenza e a chiarire le aree oscure di una tematica tanto ampia quanto complessa. A tale scopo saranno utilizzare specifiche tecniche di conduzione e precisi riferimenti tematici. 


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