venerdì 19 giugno 2015

Depressione in gravidanza: come ritrovare il sorriso

L’arrivo di un figlio è il momento più bello nella vita di una donna. Purtroppo, però, una volta su dieci, non è così. Scopriamo le cause e i possibili rimedi



Tra il settimo e l’ottavo mese di gravidanza si possono presentare problemi fisici che influenzano negativamente l’umore: a causadell’aumento di peso, è difficile stare sedute o coricate comodamente; si può avvertire bruciore di stomaco e difficoltà a digerire e a respirare; le gambe sono gonfie ed è faticoso camminare. La gioia dell’attesa si può trasformare in un tunnel buio, pieno di paure e sensi di colpa, davvero terribile da affrontare: si può sperimentare la depressione. 
Proviamo a capire perché alcune donne soffrono di questo disturbo, quali sono i sintomi e le soluzioni più adatte. 




Paura del salto nel buio
Nella maggior parte dei casi, uno stato di profonda tristezza è già presente prima della gravidanza: magari in forma lieve, meno eclatante che durante l’attesa e perciò non riconosciuta né dalla donna né dai suoi familiari. Bisogna prestare attenzione non soltanto al pianto o all’apatia, ma anche alla trascuratezza nella cura di sé e nell’igiene, alla mancanza di interesse nelle visite di controllo, alla passività di fronte alla scelta dei preparativi per far spazio al bambino in casa, alla difficoltà a uscire e a stare con gli altri.
La vulnerabilità emotiva è anche legata ai malesseri fisici: pensiamo alla nausea e al vomito frequenti nei primi mesi o alla stanchezza, all’insonnia, ai giramenti di testa dovuti alle alterazioni ormonali e circolatorie.  C’è poi la gioia, ma anche la difficoltà a porsi in relazione con il feto: la donna inizia a pensare a come è, al suo viso, si chiede se sarà brutto o bello, dolce o aggressivo… In fase gestazione si ha l’impressione di andare verso qualcosa di ignoto che comporta la rinuncia alle proprie abitudini, alla propria vita “libera” dove avevamo meno cose da decidere, meno spese da affrontare, minori responsabilità. E tutto questo può trasmettere paura. Ci sono poi i timori relativi al parto, e quelli inerenti la salute del bambino, che occupano un posto assai rilevante per tutte le donne.

I rimedi possibili
Nel periodo della gravidanza è fondamentale ricevere il sostegno di altre donne che hanno attraversato questa esperienza. Dobbiamo tener presente che la maternità è anche un mestiere che ha bisogno di consigli, segreti, modelli, sostegno psicologico nell’ambito di un gruppo. Oltre a comunicare con altre donne è importante avere un punto di riferimento: un’amica intima accogliente, una nonna idealizzata, una parente con cui abbiamo un rapporto intimo. È altrettanto importantefrequentare corsi pre-parto, in cui la gestante ha a disposizione un’equipe formata da psicologi, ostetriche e ginecologi cui esporre i propri dubbi e da cui ricevere risposte. E ancora: è importante prendere in considerazione di unirsi a un gruppo di mutuo-aiuto e seguire delle tecniche di rilassamento come yoga e training autogeno, meditare e svolgere esercizi di respirazione.

Ricordiamo inoltre l’efficacia della condivisione: spiegare ai familiari e agli amici in che modo possono essere utili, anche nelle piccole cose. Aiutarci a fare la spesa, collaborare nei preparativi, organizzare la cameretta… Infine non dimenticare mai l’esercizio fisico: anche una semplice passeggiata svolta regolarmente può ridurre i sintomi della depressione e dell’ansia. 




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