mercoledì 8 aprile 2015

Perché parlarne?

Nel momento in cui nasce un bambino nasce anche la madre. Non è mai esistita prima. La donna esisteva, ma la madre, mai. 
Una madre è qualcosa di assolutamente nuovo.
(Rajneesh)

Lo sapevi che fino al 23% delle donne in gravidanza soffre di depressione e che lo stesso vale per circa il 20% delle neo mamme? La domanda che io mi son fatta è perchè le ginecologhe, il dottore di base e in genere le persone non ne parlino mai ... o minimizzino... Le risposte sono molte:
1- ne hanno paura
2- sono ignoranti 

3- non hanno la capacità di ascoltare ed aiutare

Ci sentiamo spesso giù di morale? Non riconosciamo i nostri pensieri proprio nel momento che dovrebbe essere il più felice della nostra vita?
Non è quindi stupido parlarne e ancor meno cercare di capire che cosa ci sta succedendo, abbattendo il muro di omertà che spesso caratterizza le “mamme perfette”.
Il sito mammeacrobate stila un interessante elenco di “segnali” che ci possono aiutare a capire quando chiedere aiuto.

  • Tristezza, preoccupazioni e ansia prevalgono sulla gioia per la gravidanza e la prospettiva della maternità.
  • Umore depresso per la maggior parte del giorno (sentirsi triste o vuota o essere vista sempre lamentosa dagli altri).
  • Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività.
  • L’idea di portare un’altra vita dentro di sè è angosciante o il bambino in pancia è vissuto come un corpo estraneo.
  • Presenza di veri e propri attacchi di panico (intensa paura o disagio con sensazione di morire, di sofocare, tachicardia o dolore al petto, sudorazione, tremori, paura di perdere il controllo  o impazzire, sensazione di instabilità).
  • Perdita dell’appetito non dovuta alle nausee gravidiche o al contrario comparsa di iperfagia (mangiare troppo in modo nervoso).
  • Pensieri ricorrenti di morte, idee suicide.
  • Insonnia persistente o ipersonnia (soprattutto oltre il terzo mese).
  • Mancanza di energia quasi ogni giorno che va oltre la normale stanchezza.
  • Sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi e inappropriati quasi ogni giorno.

Raffaella

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